mimbeau:

Trompe- l’oeil 
Jean François de le Motte

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Trompe- l’oeil

Jean François de le Motte

Satan ass

Satan ass

vulturehooligan:

Frà Stefano da Carpi, The Mass of Saint Seraphin da Montegranaro, 1781

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Frà Stefano da Carpi, The Mass of Saint Seraphin da Montegranaro, 1781

I corpi presentano tracce di violenza carnale è un film del 1973 diretto da Sergio Martino.All’estero, noto con il titolo di Torso o The bodies bear traces of carnal violence è stato, assieme al film Reazione a catena di Mario Bava, il precursore del filone degli “slasher-movies” americani. 
Un altro giallo misognino/moralista, questa volta gli ingredienti ci sono tutti! Studentesse belle e dotate di appetiti sessuali insaziabili, droga, festini hippy, killer impotente (ma onnipotente o quasi!), la polizia che disprezza gli studenti e la loro “rivoluzione”, prostituzione e inoltre, tutti i luoghi degli omicidi sono degradati a sottolineare la sporcizia interiore delle vittime. Ovviamente le vittime sono tutte donne spregiudicate e svergognate. Anche qui una regia perfetta di Sergio Martino, vero, un certo compiacimento pecoreccio sulle scene di sesso e sugli orribili paesani all’alvaro vitali, ma siamo italiani, non francesi!

I corpi presentano tracce di violenza carnale è un film del 1973 diretto da Sergio Martino.

All’estero, noto con il titolo di Torso o The bodies bear traces of carnal violence è stato, assieme al film Reazione a catena di Mario Bava, il precursore del filone degli “slasher-movies” americani.

Un altro giallo misognino/moralista, questa volta gli ingredienti ci sono tutti! Studentesse belle e dotate di appetiti sessuali insaziabili, droga, festini hippy, killer impotente (ma onnipotente o quasi!), la polizia che disprezza gli studenti e la loro “rivoluzione”, prostituzione e inoltre, tutti i luoghi degli omicidi sono degradati a sottolineare la sporcizia interiore delle vittime. Ovviamente le vittime sono tutte donne spregiudicate e svergognate. Anche qui una regia perfetta di Sergio Martino, vero, un certo compiacimento pecoreccio sulle scene di sesso e sugli orribili paesani all’alvaro vitali, ma siamo italiani, non francesi!

Cosa avete fatto a Solange ? Non avevo mai visto questo capolavoro del giallo all’italiana e mi dovrei strappare le palpebre per tale mancanza! Questo periodo sarà tutto dedicato all’estremo italiano degli anni ‘70, un genere che fu osservato e ricopiato da tutto il mondo, naturalmente mai compreso in patria, in un periodo in cui l’Italia era all’avanguardia, in cui tutti guardavano a noi e sembra impossibile che questo stesso Paese sia giunto al vuoto artistico in cui ci ritroviamo oggi.
Ci troviamo di fronte ad un capolavoro: plot, regia, violenza, recitazione, dialoghi, tutto è perfetto. Ancora una volta l’assassino siamo noi, vestiamo i panni di un uomo che cerca vendetta, non a caso le sue gesta sono le uniche riprese in prima persona (caméra subjective: gli occhi del protagonista sono gli occhi della mdp); il film denota una portata misogina e moralista spettacolare, in risposta alla nuova società post-sessantottina che andava snaturando l’Italia. E’ il summer of hate, il rape and revenge del cinema horror, che attraverso il proprio personale spettro creativo è riuscito a subodorare, analizzare e colpire quella decadenza i cui frutti oggi sono alla portata di tutti.
Come spesso accade in questo prolifico e mai celebrato filone, l’adulterio, l’aborto, la promiscuità sessuale, l’omosessualità vengono puniti da un killer solitario e mascherato attraverso il quale è potuta avvenire una catarsi che oggi, purtroppo, nulla è in grado di offrirci.

Cosa avete fatto a Solange ? Non avevo mai visto questo capolavoro del giallo all’italiana e mi dovrei strappare le palpebre per tale mancanza! Questo periodo sarà tutto dedicato all’estremo italiano degli anni ‘70, un genere che fu osservato e ricopiato da tutto il mondo, naturalmente mai compreso in patria, in un periodo in cui l’Italia era all’avanguardia, in cui tutti guardavano a noi e sembra impossibile che questo stesso Paese sia giunto al vuoto artistico in cui ci ritroviamo oggi.

Ci troviamo di fronte ad un capolavoro: plot, regia, violenza, recitazione, dialoghi, tutto è perfetto. Ancora una volta l’assassino siamo noi, vestiamo i panni di un uomo che cerca vendetta, non a caso le sue gesta sono le uniche riprese in prima persona (caméra subjective: gli occhi del protagonista sono gli occhi della mdp); il film denota una portata misogina e moralista spettacolare, in risposta alla nuova società post-sessantottina che andava snaturando l’Italia. E’ il summer of hate, il rape and revenge del cinema horror, che attraverso il proprio personale spettro creativo è riuscito a subodorare, analizzare e colpire quella decadenza i cui frutti oggi sono alla portata di tutti.

Come spesso accade in questo prolifico e mai celebrato filone, l’adulterio, l’aborto, la promiscuità sessuale, l’omosessualità vengono puniti da un killer solitario e mascherato attraverso il quale è potuta avvenire una catarsi che oggi, purtroppo, nulla è in grado di offrirci.

Che cosa avete fatto a Solange?Un film di Massimo Dallamano 1972, con Fabio Testi, Karin Baal, Joachim Fuchsberger, Cristina Galbó, Camille Keaton, Günther Stoll, Claudia Butenuth, Maria Monti, Pilar Castel. Prodotto in Germania Ovest, Italia. Durata: 96 minuti.

Che cosa avete fatto a Solange?

Un film di Massimo Dallamano 1972, con Fabio Testi, Karin Baal, Joachim Fuchsberger, Cristina Galbó, Camille Keaton, Günther Stoll, Claudia Butenuth, Maria Monti, Pilar Castel. Prodotto in Germania Ovest, Italia. Durata: 96 minuti.