I’ve got the straight edge

I’m a person just like you
But I’ve got better things to do
Than sit around and fuck my head
Hang out with the living dead
Snort white shit up my nose
Pass out at the shows
I don’t even think about speed
That’s something I just don’t need

I’ve got the straight edge

I’m a person just like you
But I’ve got better things to do
Than sit around and smoke dope
'Cause I know I can cope
Laugh at the thought of eating ludes
Laugh at the thought of sniffing glue
Always gonna keep in touch
Never want to use a crutch

I’ve got the straight edge

Documentario molto interessante sulla scena straight edge americana, Edge raccoglie le testimonianze dei precursori del movimento, nato a NYC agli inizi degli anni ‘80. L’introduzione spetta a Ian McKaye, frontman dei Minor Threat e inventore del termine straight edge, divenuto popolare grazie all’omonimo brano, che suscitò ai tempi una valanga di proteste, ma che segnò l’inizio di una nuova sottocultura in quel magma creativo che fu l’hardcore/punk newyorkese. A differenza di tanti altri nerd-documentari in cui i protagonisti, ormai incanutiti, si dilettano nel rimembrare i bei vecchi tempi, Ian, Ray Cappo (Youth of Today), Karl Buechner (Earth Crisis) ed altri veterani non esitano a togliersi vari ed eventuali sassolini dalle scarpe, criticando un movimento che in qualche modo sembra essergli sfuggito di mano. E’ una matura ed amara costatazione di come spesso queste sottoculture giovanili siano ispirate più da una moda, fra cui quella di essere diverso, ed un superficiale senso di appartenza, piuttosto che da una vera e sincera presa di posizione sociale e politica. Il regista Pierschel è riuscito infatti ad estrapolare tutta quella forza provocatoria e contestataria, nata dalla voglia di distanziarsi dal modello tipicamente americano di divertimento a base di hockey, birra, cheerleaders e droga, senza però mai farsi abbindolare dal lato meramente estetico e/o violento della scena. Ne nasce una esaltazione critica del movimento con un approfondimento sulle tematiche politiche (anticonsumerismo, ambientalismo, animalismo) con l’avvertenza però che questi ultimi aspetti hanno saputo investire solamente quelle poche menti impegnate che ancora oggi vivono la loro statura “diritta”. Bello.

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