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Ok, questo e poi basta. Ieri ho finalmente visto Silent Hill Revelation, il secondo capitolo della saga cinematografica basata sul videogame che rovinò  la mia post-adolescenza e mi trattenne intrappolata dentro casa, hikikomori style, per almeno 5 mesi. Lo ricordo come uno dei periodi più belli della mia vita. SigghailRevelation è bellissimo, i mostri fanno paurissima (soprattutto il reagno composto da parti di manichini iiiih), i dipartimento make up merita tutta la mia stima per aver confezionato cose orribili e stupende, con un tocco ammiccante alle puppets di Hellraiser. Stilisticamente mi è piaciuto forse anche più del primo, sebbene dia l’impressione di essere stato concluso un po’ frettolosamente. SHR è raccomandato esclusivamente ai devoti della saga. Gli altri non capirebbero :)

Ok, questo e poi basta. Ieri ho finalmente visto Silent Hill Revelation, il secondo capitolo della saga cinematografica basata sul videogame che rovinò  la mia post-adolescenza e mi trattenne intrappolata dentro casa, hikikomori style, per almeno 5 mesi. Lo ricordo come uno dei periodi più belli della mia vita. SigghailRevelation è bellissimo, i mostri fanno paurissima (soprattutto il reagno composto da parti di manichini iiiih), i dipartimento make up merita tutta la mia stima per aver confezionato cose orribili e stupende, con un tocco ammiccante alle puppets di Hellraiser. Stilisticamente mi è piaciuto forse anche più del primo, sebbene dia l’impressione di essere stato concluso un po’ frettolosamente. SHR è raccomandato esclusivamente ai devoti della saga. Gli altri non capirebbero :)

In un’epoca in cui Batman piange perchè Bane è cattivo, finalmente ci sono dei personaggi di action movie che ancora continuano a spaccare i culi ai passeri persino nei sequel! Il protagonista di Taken non se ne sta certo con le mani in mano mentre viene rapito con la moglie dai villani albanesi! Lui si fa cadere un telefonino dal ginocchio, si libera, si prodiga in direttive alla figlia che si mette a correre per i tetti di istanbul (o dove cacchio si trova) lanciando bombe a mano e disegnando grafici coi lacci delle scarpe per capire in che luogo si trovino i genitori. Lui ammazza tutto ciò che gli si para davanti, senza troppi complimenti e senza frasi a effetto (e senza le moto e i cazzi di Batman); ruba un taxi e sfonda la sicurezza dell’ambasciata americana e poi chiama gli amici sua in america per dirgli di non farsi ammazzare dalla security; fa esplodere edifici, salta sui battelli, ritrova la moglie e rispacca i culi a destra e a manca. Ecco come si fa cacchio! Perchè se io mi voglio vedere Taken 2 è questo che mi aspetto, no gli eroi frignoni e fregnoni che poi si innamorano pure, no! Io voglio uno che prenda a calci in culo i cattivi, che mi devono stare sul cazzo, devono essere cattivi per davvero, stronzi nel profondo dell’anima, no come Bane che gli vorresti dare un bacino perchè poi piange che marion cotillard non gliela dà. Ecco.

In un’epoca in cui Batman piange perchè Bane è cattivo, finalmente ci sono dei personaggi di action movie che ancora continuano a spaccare i culi ai passeri persino nei sequel! Il protagonista di Taken non se ne sta certo con le mani in mano mentre viene rapito con la moglie dai villani albanesi! Lui si fa cadere un telefonino dal ginocchio, si libera, si prodiga in direttive alla figlia che si mette a correre per i tetti di istanbul (o dove cacchio si trova) lanciando bombe a mano e disegnando grafici coi lacci delle scarpe per capire in che luogo si trovino i genitori. Lui ammazza tutto ciò che gli si para davanti, senza troppi complimenti e senza frasi a effetto (e senza le moto e i cazzi di Batman); ruba un taxi e sfonda la sicurezza dell’ambasciata americana e poi chiama gli amici sua in america per dirgli di non farsi ammazzare dalla security; fa esplodere edifici, salta sui battelli, ritrova la moglie e rispacca i culi a destra e a manca. Ecco come si fa cacchio! Perchè se io mi voglio vedere Taken 2 è questo che mi aspetto, no gli eroi frignoni e fregnoni che poi si innamorano pure, no! Io voglio uno che prenda a calci in culo i cattivi, che mi devono stare sul cazzo, devono essere cattivi per davvero, stronzi nel profondo dell’anima, no come Bane che gli vorresti dare un bacino perchè poi piange che marion cotillard non gliela dà. Ecco.

Un gruppo maleassortito di fichette (sembra il cast di un softcore, infatti la mia mente deviata immaginava sconcezze tipo arriva il guardaboschi che le spia mentre fanno orge in pieno eighties lipstick lesbian e poi le brutalizza terror firmer style) si recano ad un randonè in un bosco sperduto - da qui già si capisce che è un film perchè quale gruppo di femmine farebbe ciò? da sole nel bosco? non avete visto nemmeno una corsa sgangherata di donna sfregiata dai rami in nessun film anni ‘70 e non avete nemmeno visto The Descent 1 e 2, dove peraltro c’è un seuqel, mentre in questo caso, poverine, di sequel non ce ne sarà - per passare qualche giorno insieme. Abbiamo una modella (lo so, vi stanno già roteando gli occhi al pensiero di bitch, please), 3 che non si sa che fanno e una soldatessa sulla quale verteranno tutte le vostre più rosee aspettative. Male. Abbiamo 3 simpatici hikers, che, nell’economia della narrazione dovrebbero essere avvenenti, ma qualcosa nel casting deve essere andato storto perchè fanno cacare, e il trio di hillbilly composto da due trucidone e da un superfico che sulla carta avrebbe dovuto essere orribile, sdentato, storto e invece è tipo phil anselmo… casting completamente fucked up. Ovviamente questa simpatica gentaglia si incontrerà e si ucciderà, ora non sto a svelarvi tutto il plot - che è fin troppo basico - ma, tra un culo e una mano mozza, la morale è sempre la stessa: chi si fa i cazzi suoi (e non scopa) campa cent’anni!

Un gruppo maleassortito di fichette (sembra il cast di un softcore, infatti la mia mente deviata immaginava sconcezze tipo arriva il guardaboschi che le spia mentre fanno orge in pieno eighties lipstick lesbian e poi le brutalizza terror firmer style) si recano ad un randonè in un bosco sperduto - da qui già si capisce che è un film perchè quale gruppo di femmine farebbe ciò? da sole nel bosco? non avete visto nemmeno una corsa sgangherata di donna sfregiata dai rami in nessun film anni ‘70 e non avete nemmeno visto The Descent 1 e 2, dove peraltro c’è un seuqel, mentre in questo caso, poverine, di sequel non ce ne sarà - per passare qualche giorno insieme. Abbiamo una modella (lo so, vi stanno già roteando gli occhi al pensiero di bitch, please), 3 che non si sa che fanno e una soldatessa sulla quale verteranno tutte le vostre più rosee aspettative. Male. Abbiamo 3 simpatici hikers, che, nell’economia della narrazione dovrebbero essere avvenenti, ma qualcosa nel casting deve essere andato storto perchè fanno cacare, e il trio di hillbilly composto da due trucidone e da un superfico che sulla carta avrebbe dovuto essere orribile, sdentato, storto e invece è tipo phil anselmo… casting completamente fucked up. Ovviamente questa simpatica gentaglia si incontrerà e si ucciderà, ora non sto a svelarvi tutto il plot - che è fin troppo basico - ma, tra un culo e una mano mozza, la morale è sempre la stessa: chi si fa i cazzi suoi (e non scopa) campa cent’anni!

I supereroi mi sono sempre stati un po’ antipatici, un po’ per quella supponenza per cui solo loro posso mettere the shit together, un po’ per la loro filantropia spicciola, ma soprattutto per le loro continue crisi identitarie dovute ad una forma neanche troppo nascosta di egocentrismo per cui se la gente li odia (e, fateci caso, la gente li odia sempre) loro piangono. Batman ha in sè tutte queste caratteristiche ed è pure miliardario e c’ha le bitches, quindi vaffanculo, c’hai tutto, cazzo, e noi niente. Da qui a sputare fiele sull’ultimo The Dark Knight Rises però, non ci andrei troppo sul pesante. Il film è tecnicamente ineccepibile, almeno ai miei occhi abituati a vedere low budget e flicks danesi sottotitolati in francese (cit), oscuro quanto basta e dotato di quoziente di intrattenimento molto elevato - calcolando che dura tipo 3 ore… ok, ok, l’ho visto a due riprese, lo ammetto, ma solo perchè non avevo il tempo (aka mi sono addormentata). E poi c’è Bane. Che è bello, nichilista, sociopatico, con tutti quei muscoli, la maschera sexy e la giacca di pecora alla Vin Diesel su XXX; a Bane non frega un cazzo degli altri e infatti il popolo lo ama, che è già un elemento assolutamente più realista; è puro, non ha un “amore”, ma una devozione, non ha superpoteri, nè giochetti pirotecnici scemi come Batman con tutti i suoi cazzi, le sue macchine, le moto e gli elicotteri. Vaffanculo Batman, so’ boni tutti così. Bane è ACAB a bestia, è interpretato da Tom Hardy e a me tanto basta. Poi c’è quello scemo del maggiordomo che piange e abbandona Batman che piange anche lui. Bitch, please. Anche Catwoman hanno dovuto fare sofisticata e soporifera e pure mezza buona, pure lei mi hanno dovuto rovinare. Per quanto riguarda la visione di questo film in chiave anticapitalista, capitalista, umanista, individualista, comunista, fascista… regà, perdonatemi, ma io ci ho visto solo i cazzottoni, i botti, le esplosioni e gli effetty tacky. A sto punto era molto più ribelle e fico il cattivo di Anarchia 99 che pure lui voleva distrugge tutto con l’arma nucleare. Pensandoci bene, il cavaliere oscuro è un remake di XXX e forse è per questo che mi è mezzo piaciuto. Benvenuti in zona Bane.

I supereroi mi sono sempre stati un po’ antipatici, un po’ per quella supponenza per cui solo loro posso mettere the shit together, un po’ per la loro filantropia spicciola, ma soprattutto per le loro continue crisi identitarie dovute ad una forma neanche troppo nascosta di egocentrismo per cui se la gente li odia (e, fateci caso, la gente li odia sempre) loro piangono. Batman ha in sè tutte queste caratteristiche ed è pure miliardario e c’ha le bitches, quindi vaffanculo, c’hai tutto, cazzo, e noi niente. Da qui a sputare fiele sull’ultimo The Dark Knight Rises però, non ci andrei troppo sul pesante. Il film è tecnicamente ineccepibile, almeno ai miei occhi abituati a vedere low budget e flicks danesi sottotitolati in francese (cit), oscuro quanto basta e dotato di quoziente di intrattenimento molto elevato - calcolando che dura tipo 3 ore… ok, ok, l’ho visto a due riprese, lo ammetto, ma solo perchè non avevo il tempo (aka mi sono addormentata). E poi c’è Bane. Che è bello, nichilista, sociopatico, con tutti quei muscoli, la maschera sexy e la giacca di pecora alla Vin Diesel su XXX; a Bane non frega un cazzo degli altri e infatti il popolo lo ama, che è già un elemento assolutamente più realista; è puro, non ha un “amore”, ma una devozione, non ha superpoteri, nè giochetti pirotecnici scemi come Batman con tutti i suoi cazzi, le sue macchine, le moto e gli elicotteri. Vaffanculo Batman, so’ boni tutti così. Bane è ACAB a bestia, è interpretato da Tom Hardy e a me tanto basta. Poi c’è quello scemo del maggiordomo che piange e abbandona Batman che piange anche lui. Bitch, please. Anche Catwoman hanno dovuto fare sofisticata e soporifera e pure mezza buona, pure lei mi hanno dovuto rovinare. Per quanto riguarda la visione di questo film in chiave anticapitalista, capitalista, umanista, individualista, comunista, fascista… regà, perdonatemi, ma io ci ho visto solo i cazzottoni, i botti, le esplosioni e gli effetty tacky. A sto punto era molto più ribelle e fico il cattivo di Anarchia 99 che pure lui voleva distrugge tutto con l’arma nucleare. Pensandoci bene, il cavaliere oscuro è un remake di XXX e forse è per questo che mi è mezzo piaciuto. Benvenuti in zona Bane.

Come al solito sono incompresa. Quello che piace a me fa schifo al 99% dell’umanità e viceversa… Insomma, Prometheus è stato sputato da tutti: critici cinematografici, addetti ai lavori, gente che è fan di Scott, quelli che odiano Scott, appassionati di Alien, quelli che odiano Alien, ecc. ecc.

Io non capisco proprio questo essere schizzinosi; tutti sembrano aver dimenticato la valanga di film di merda che il “maestro” ha realizzato nella sua carriera: GI jane, Il gladiatore, Robin Hood, Le crociate, ma cosa pretendete? Oddio! Ridley Scott usa gli effetti speciali, escandalo! Ma se ha ricostruito la pora Roma antica che gli Dei si sono rigirati nell’Olimpo scossi da conati di vomito e poi si sono suicidati tutti dopo aver visto tutti quei bori che si erano tatuati il gladiatore, uno schiavo, cazzo!

E’ vero, la trama di Prometheus fa acqua (anzi, slime nero) da tutte le parti, come Ragno ci fa giustamente notare:

"la trama non cia’senso: questi vanno dagli dei, li trovano, gli dei sono dei motociclisti enormi che appena li vedono li prendono a schiaffi col cazzotto di bud spencer, ma perchè?"

ma chissenefrega? E’ uno sci-fi, anzi, è praticamente il prequel di Alien, Scott mi (evidentemente parlo solo per me) delizia con autocitazioni fantastiche per una che ha guardato il primo Alien almeno 100 volte e tutta la collezione per un numero infinito di volte. Se Alien vi fa schifo, Prometheus vi farà schifo al quadrato.

Mi si è appena cancellato mezzo post…

Dicevo: Scott ha praticamente fatto questo film per me, ne sono convinta, visto anche che fa schifo a tutti tranne a me e consorte, i suoi mostri e le loro evoluzioni sono il top dei miei deliri lovecraftiani: dal serpente mutante, al liquame nero nella scatolina con fascio littorio scolpito (che ho visto solo io e Seb), al minipulpino del cesareo, a chtuhlu e, finalmente, al baby alien che io trovo dignitosissimo, bellissimo e non paurosissimo, quello è vero, ma è piccolo, poverino!

Prometheus presenta anche palate di pecoreccio, questo lo riconosco: dai completo nosex di charlize therrona, un mix tra angela merkel e star trek, al vecchio incartapecorito che pare dai cazzo, alla testa di fassbender nella borsa da palestra, all’autocad nel mapping, di trashiume il nostro buon ridley ce ne ha propinato a iosa (e non sarebbe la prima volta!)

Per non parlare delle menate creazioniste che sono un semplice colpo commerciale per ammantare questo prodotto unidimensionale e destinato al grande pubblico, di una sorta di velo misterico che ovviamente nel film non esiste.

Ecco, Prometheus non ha nulla dell’inquietudine di Alien, dei suoi chiaroscuri, dei suoi silenzi, della sua critica se vogliamo anche filosofica alle conquiste umane ed al loro limite, no: E’ uno sci-fi ben confezionato, un carrozzone di effetti speciali e fuffa che però a me è piaciuto, così come mi piace Resident Evil e Silent Hill. Stop.

Come si fa a non vedere un film con Ron Perlman e Nicholase Cage? Non si può! E quindi, con grande piacere mi sono vista questo Season of the Witch, pseudo horror crusader infarcito di battute alla Ron Perlman (ve lo ricordate, assolutamente sublime, in Outlander - l’ultimo vichingo, quando così apostrofa il prete: what is doing the damned priest!), straripante di saggezza di Nic che però non capisce un cazzo e si innamorerà della strega. Materiale per esortare i nostri eroi con la mano a conchetta c’è a iosa, ma poi non ci rimanete male (spoiler) alla fine. Snif.

Poi non venite a dirmi che sono snob!

Calcolando che l’Italia non fa più un film decente dall’epoca di Cannibal Holocaust, per me sottopormi alla visione di un film tricolore è davvero un atto patriottico. Ma siccome questo ACAB è stato sulla bocca di tutti e, per giunta, ne avevo persino letto il libro quando stavo ancora in Canada, alla fine ho ceduto e, sebbene suddiviso in 2 giornate (è lunghissimo, ma come si fa a fare un film che dura 1:45 minuti???), me lo sono visto. Complimenti a me per la sintassi.

Ovvio zii, è caricaturale, ma cosa vi aspettate da noi piccoli italiani baffuti che esageriamo sempre ogni cosa? Ovvio, la recitazione lascia spesso a desiderare (ma siamo lontani anni luce dai disastri che sempre si registrano nel cinema italiano dove un attore che arriva al grande schermo o è parente di oppure fa l’igienista dentale) dalla cubana con le monoespressioni e gli occhi a palla, al figlio di Mazinga (uno skin così non si vedeva dai tempi di teste rasate) al terrificante Libano. Ovvio, i celerini sono fascistoidi (tutti i giornalisti lo dicono, lo dice pure l’autore del libro Carlo Bonini), è un’equazione talmente idiota e talmente facile che non se la potevano far scappare, soprattutto considerato il titolo del film e l’antipatia che questa gang di picchiatori dovrebbe generare nello spettatore.

Eppure a me (absurd) il film è piaciuto, perchè comunque miracolosamente riesce a veicolare uno spaccato della società italiana, l’insofferenza nei confronti dell’immigrato che “fa come cazzo gli pare”, una serie di fatti di cronaca che, pur essendo di sottofondo, escono fuori con prepotenza, un odio viscerale nei confronti di uno stato assente, vigliacco, traditore. Nessuno e nulla si salva in questo film: nè il becero clan dei celerini (particolarmente atroce la casa del cobra addobbata sicuramente da uno scenarista istericompagno), nè il giovane boro che è solamente un doppiogiochista, un finto puro; non si salvano le coppie miste e nemmeno il popolino; non si salvano gli immigrati, che nel film fanno schifo, ma nemmeno gli skins, che però sono i meno schifosi di tutti. Anzi, forse loro un po’ si salvano, soprattutto nella figura del figlio di mazinga.

ACAB è una coproduzione franco-italiana (aka, i soldi ce li hanno messi i francesi, altrimenti non si spiegava), sputato in faccia da davidino, a mio avviso è un film dignitoso che non va visto attraverso la lente deformante del fascismo, e poi, su, vista la merda che circola in italia da 40 anni a questa parte, non dovremmo nemmeno fare troppo gli schizzinosi :)

Mentre guardavo alcuni trailer, sono finita su quello di Sleeping Beauty che mostra alcune sequenze del film mixate in tal modo da avermi fatto credere che si trattasse di un horror… La scena di lei che si intuba, quella in cui le viene promessa ogni sorta di strano beneficio dopo un lungo sonno rigeneratore (e chimico), tutto mi aveva spinto a pensare ad uno stiloso psicodramma necrotico. E mi sono vista il film dall’inizo alla fine, nell’attesa di un’aspettativa tradita.

Potrei liquidare questo film come una cagata pazzesca e, ripensandoci, lo farò. La cosa irritante è la pretesa della regista (Julia Leigh, che è anche scrittice di Sleeping Beauty), con il suo stile pastellato ed ovattato, di rendere questa emerita cazzata una sorta di prodotto intellettualoide sulla voracità del mondo nei confronti della bellezza. Poichè è una donna ad aver girato il film, si è portati a pensare che non sia solo una scusa per mostrare un paio di culi sodi, ma a mio avviso non è così, basta guardarla in faccia per capire che le tette piacciono anche a lei!

La narrazione è lenta, noiosa, con dei buchi e dei controsensi allucinanti (chi è il suo “amico” con cui beve vodka e piange? perchè è sempre in pigiama? qual’è il suo rapporto con lui? come fa a fare ben 3 lavori contemporaneamente, più l’università a cui si aggiunge la prostituzione? perchè a un certo punto spunta fuori un ex ragazzo a cui lei chiede di sposarlo?); non si capisce se la protagonista sia indifferente a tutto, o semplicemente incapace di interpretare la parte ovvero munita di monoespressione… potrei andare avanti ancora, ma non ne vale la pena. Questo è un film di merda, una bruttissima copia di eyes wide shut (che già era pessimo), una psicocazzata sulla morbosità e la necrofilia che non ha mai il coraggio di arrivare veramente in fondo e di trasmetterci la benchè minima sensazione. Ovviamente osannato da critica et cicisbei.

Ecco due horror decenti solamente per un pubblico a cui mancano i racconti dello zio tibia: Forget me not del 2009 (dalla sua un budget ridicolo, ma tette e culi in abbondanza) e Detention del 2011 con molti più soldini, stesso nipples level, battute lowlife e un nippo nerd dietro la mdp. Entrambi slasher/punisher, nel primo caso con pesanti influenze J-horror (lo spirito della tipa in coma che si scaglia contro tutto e tutti), entrambi ripercorrono pedissequamente gli archetipi del puritan horror americano (il jock, il nerd, la bionda, la verginella, lo scemo). Da vedere solo se siete incondizionati fan del genere e se avete una serata libera, afosa e, altrimenti, inutile. Per tutti gli altri, c’è aaaaa Roma!

Basterebbe questa immagine per decretare The Cabin in the Woods, uno dei film più fichi del 2011 e basterebbe anche poco altro per rovinarvi la visione con spoiler e anticipazioni. Sarò magnanima e vi dirò solamente che, mr Drew Goddard, regista alla prima prova dietro la mdp e firmatario del flick americano è tra i creatori e produttori di Lost… lo so, quello che state pensando, ma non fatevi turnoffare da questa cosa perchè The Cabin in the Woods è uno dei più grossi mindfuck degli ultimi anni! Divertente, gore, si, non originalissimo (my little eye, the cube ritornano prepotentemente alla memoria), ma con la sua carrellata di mostri, rispolvera dallo scaffale dei nostri ricordi di bambini che negli anni ‘80 si facevano blastare e terrorizzare dal cinema di genere, i nostri eroi preferiti! Con tante novità a splatterare il tutto! Bravi, anche io che sono una snob, mi sono divertita da morire. Questo significa che gli americani, seppur bloccati tra un sequel ed un remake, hanno ancora qualche asso nella manica :)